Il progetto2018-11-08T13:40:25+00:00

Il progetto è incentrato sulla costituzione di un partenariato che incentra la propria azione sulla filiera della biomassa agricola ed in particolare sulla biomassa di scarto delle filiere viticola, olivicola e frutticola nel territorio della bassa padovana. La proposta, sviluppata attraverso un percorso di innovation brokering è incentrata sulla creazione della filiera attraverso l’applicazione di innovativi modelli organizzativi, con la partecipazione delle aziende agricole che producono il residuo di potatura, le strutture intermedie che si occuperanno di raccolta e gli Enti pubblici rappresentativi del territorio.

Il problema da affrontare è quello della frammentazione dei fondi agricoli che al momento non permettono di raggiungere i quantitativi utili di cippato per sostenere la filiera; un altro problema è rappresentato dalla scarsa diffusione di impianti di combustione in un raggio d’azione che renda configurabile il modello a filiera corta.

L’obiettivo è la realizzazione di un Pro.GO in grado di sviluppare un modello di filiera che non consideri solamente l’aspetto della raccolta sul campo, ma trovi poi applicazione pratica con l’utilizzo del cippato in centrali termiche o di cogenerazione in grado di assorbire la materia prima raccolta, dando valore alla filiera.

La costituzione del partenariato si avvale inoltre di figure tecniche legate al mondo della ricerca per implementare modelli di ulteriore sviluppo al partenariato con la produzione di bioalghe utilizzando le emissioni di CO2 prodotte da impianti di combustione del cippato di scarto, sottraendo così emissioni dannose per l’ambiente per consentire l’utilizzo agronomico dell’alga prodotta.

La costituzione di un partenariato per la gestione della biomassa agri-forestale nasce dall’iniziativa del LP che ravvisa la necessità di creare una organizzazione in grado di sviluppare nuove iniziative per la gestione di opportunità derivanti dallo sviluppo di una filiera corta in grado di fornire biomassa agricola (cippato) indispensabile per la conduzione di piccoli impianti di combustione e/o cogenerazione a basso impatto ambientale.

L’input fondamentale è la disponibilità a basso costo di biomassa derivante da residui di potatura che rappresenta un problema agronomico di estrema attualità.

Il concepimento di una filiera a 360° si deve preoccupare di tutte le fasi del ciclo di vita della biomassa di scarto, dalla produzione (fase di potatura) fino alla fase di valorizzazione energetica (che deve considerare il rispetto di criteri di sostenibilità ambientale), e deve essere in grado di rispondere a specifiche problematiche del mondo agricolo.