Come smaltire i residui di potatura2018-11-08T13:41:00+00:00

I residui delle potature attualmente non rappresentano per le aziende interessate una fonte di reddito ma costituiscono nella maggior parte dei casi un problema e allo stesso tempo un costo di produzione. Fino a oggi lo smaltimento di tali residui avviene tramite trinciatura in campo e successivo interramento o bruciatura dei residui.

La trinciatura con conseguente interramento si può rivelare utile in presenza di colture sane: in questi casi le potature non costituiscono fonti d’infezione o diffusione di patologie ma anzi possono svolgere funzione di apporto di nutrienti e di sostanza organica al terreno.

Questa pratica tuttavia può presentare un ritorno fitosanitario negativo nel caso di piante non sane, colpite da varie patologie, tra cui escoriosi, marciume radicale, mal dell’esca per le viti e fumaggine e rogna per gli olivi.
In molti casi le potature sono raccolte con un rastrello applicato a un trattore e portate nelle aree perimetrali degli appezzamenti per essere successivamente bruciate.
Appurato che entrambe le pratiche di interramento e bruciatura sono da evitare per i loro ritorni ambientali e fitosanitari negativi, occorre trovare una soluzione alternativa allo smaltimento delle potature.
Si pone a carico delle aziende agricole un problema di natura ambientale, colturale ed economico.